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Giornata della Memoria: la disabilità come responsabilità collettiva.

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La memoria non riguarda solo il passato

La Giornata della Memoria non è solo un esercizio storico.
È un atto di responsabilità nel presente.

Quando parliamo di memoria, parliamo anche di tutte quelle persone che, ieri come oggi, sono state escluse perché considerate “diverse”, “fragili”, “scomode”. Tra queste, le persone con disabilità.

Non sempre la violenza è esplicita.
Spesso è silenziosa.

L’invisibilità è una forma di esclusione

Nel corso della storia, la disabilità è stata nascosta, isolata, negata.
Non solo nei momenti più bui del Novecento, ma anche nella quotidianità: nelle città non accessibili, nelle scuole non inclusive, nei servizi assenti, negli sguardi che evitano.

Essere dimenticati è una forma di esclusione potente.
E la memoria serve anche a restituire visibilità e dignità.

Fare memoria oggi: cosa significa davvero

Ricordare non basta se non cambia il nostro modo di agire. Fare memoria oggi significa: abbattere barriere fisiche e culturali garantire diritti, non concessioni ascoltare le persone con disabilità, non parlare al posto loro, costruire servizi che mettano al centro la persona, non il limite.

La disabilità non è una condizione individuale da “gestire”.
È una responsabilità collettiva.

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Noi di Alatha Onlus svolgiamo con dedizione e cura un servizio di trasporto e assistenza alla persona con disabilità, anziana, o in temporanea difficoltà.

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